Indoor/Outdoor 2014 – Pisa.


https://www.instagram.com/aris.01/
https://www.arte.it/calendario-arte/pisa/mostra-indoor-outdoor-arte-urbana-a-pisa-8839
Indoor Outdoor – Arte Urbana a Pisa
Dal 13 Giugno 2014 al 13 Luglio 2014
Pisa
Luogo: Centro Espositivo SMS
Indirizzo: viale delle Piagge
Giovedì 12 giugno alle ore 12 presso il Centro Espositivo SMS di Pisa (Viale delle Piagge), si terrà la conferenza stampa di presentazione della mostra “Indoor Outdoor – Arte Urbana a Pisa”.
La mostra, che sarà aperta dal 13 giugno al 13 luglio, raccoglie le opere di sette artisti urbani ed è il coronamento di un percorso voluto dall’amministrazione comunale per il riconoscimento della comunità di writer sviluppatasi a Pisa.
Indoor-Outdoor vuole essere un momento di interazione e di riflessione su questo binomio: da un lato la produzione in strada, su muri visibili al pubblico e direttamente inseriti nel contesto urbano, e dall’altro la produzione di opere di dimensioni più ridotte, su supporti tradizionali come tela o carta, fruibili dal pubblico delle mostre.
Partecipano:
Dario Danti – assessore alla Cultura del Comune di Pisa
“[…] Indoor Outdoor racconta quello che può essere definito post graffitismo, ovvero l’evoluzione di artisti che, nati e maturati come writer, hanno sviluppato sensibilità e necessità espressive tali per cui il solo lettering applicato alle infrastrutture è diventato – col tempo – incapace di raccontarli in pieno, spingendoli verso poetiche nuove […]”
(Pietro Rivasi)
Il progetto prevede sia un coinvolgimento di artisti significativi del panorama italiano, ma anche, tramite la convenzione per i muri legali, la partecipazione dell’intera comunità dei writers.
Gli artisti scelti per gli interventi e per la mostra saranno in parte legati al territorio (Pisa e realtà limitrofe) e in parte provenienti da città come Bari e Milano, con cui i writers locali hanno già collaborato in passato, in modo da inserire questo progetto in un più ampio percorso di scambi con realtà importanti nel movimento: Francesco Barbieri (Pisa), Linea Piatta (Pisa), Aris (Viareggio), Etnik (Vinci), Soap The Wizard (Bari), Giorgio Bartocci (Milano).
https://www.lastampa.it/cultura/2014/06/17/news/pisa-offre-nuovi-spazi-agli-street-artist-1.35745148
Pisa offre nuovi spazi agli street artist
La città toscana si apre ai graffiti e ai murales, mettendo a disposizione sette muri dove poter esprimere arte e creatività con colori e spray
francesco salvatore cagnazzo (nexta)
17 Giugno 2014
La città che conserva “Tuttomondo”, uno dei più belli tra i murales di Keith Haring, apre le sue porte alla street art. Anzi, le spalanca. E lo fa in maniera ufficiale, regalando sette muri a chiunque abbia voglia di esprimere arte e genio: le mura perimetrali del parcheggio di via Paparelli, i pannelli frangisuono in via Ariosto Manghi e via San Pio da Pietralcina, il sottopasso di via Maggiore di Oratoio, il retro della palestra Scuola Zerboglio in vicolo Scaramucci, la palestra in via Castelfidardo e la recinzione del campo sportivo di Oratoio.
Questa possibilità c’era anche prima a Pisa, così come in altre città italiane, ma era regolata da una ordinanza a tempo determinato, e filtrata dalla mediazione di un’associazione culturale. Adesso viene riconosciuto ufficialmente che la comunità dei writers, che ha un buon rapporto con la città, è in grado di autoregolarsi e autogestire questi posti a tempo indeterminato.
Una piccola rivoluzione approvata dalla giunta all’interno del progetto “Indoor outdoor. Arte urbana a Pisa”. Durante la sua prima fase, sei artisti provenienti dal writing, vale a dire Francesco Barbieri, Etnik, LineaPiatta, Giorgio Bartocci, Soap e The Wizard, hanno realizzato live le loro opere, di cui due resteranno come dono permanente alla città. Durante la seconda fase dell’iniziativa gli stessi artisti, sino al 13 luglio, esporranno la loro produzione Indoor più recente presso il Centro SMS.
Indoor Outdoor racconta una storia attuale, ovvero quello che può essere definito “post-graffitismo”: l’evoluzione di artisti che, nati e maturati come writers, hanno sviluppato sensibilità e necessità espressive tali per cui il solo lettering applicato alle infrastrutture è diventato incapace di raccontarli in pieno, spingendoli verso poetiche nuove. Per la prima volta a Pisa sei artisti che hanno fatto questo tipo di cammino, dalla strada alla Galleria, ricevono un riconoscimento in una mostra istituzionale.
https://ilgorgo.com/artisti/aris/
Aris
“Aris è una figura di spicco nel panorama europeo dell’arte urbana e contemporanea da oltre vent’anni. L’artista inizia il suo percorso artistico nei primi anni ’90 con il graffiti writing portando avanti un particolare stile di lettering che successivamente abbandona per concentrarsi sullo studio di elementi figurativi vicini all’astrazione.
L’eredità del writing alimenta l’esigenza del viaggio e la necessità di esplorare e confrontarsi con differenti supporti. Gli spazi abbandonati, così come le superfici dei treni, spingono l’artista a ricercare la forma perfetta attraverso una tecnica ed uno stile veloce e spontaneo. Il processo diviene in questo modo elemento fondamentale grazie agli stimoli e alle sensazioni dettate dall’ambiente circostante e dalle peculiarità della superficie di lavoro.
Le lettere divengono sagome e silhouettes fluide, parti di una struttura astratta che fluisce nello spazio attraverso una sovrapposizione di livelli, colori e segni differenti. Gli elementi nel loro insieme appaiono come sovrapposti, le forme corrono delicate e gentili e si intersecano ed intrecciano creando una matassa intensa, profonda e viscerale. L’idea è quella di far perdere le tracce, di distruggere la metrica visiva per avvicinarsi quanto più possibile ad una sintesi formale capace di richiamare reminiscenze differenti. La forma svanisce e riemerge, affiorano elementi organici, volti, sguardi e corpi dove la chiave di lettura è affidata ad una percezione soggettiva.
Si tratta di una danza liquida in cui figure differenti concorrono e si intersecano tra loro perdendosi nella densità dei colori, nelle increspature generate dal loro miscelarsi, staccandosi e percorrendo gli spazi prima di rituffarsi in un altro tono o forma.
C’è qualcosa di melodico nella ricerca di Aris, una nota delicata che si estende e coinvolge sensazioni differenti. Le forme si allargano, restringono e acutizzano, divengono ruvide, frastagliate e caotiche prima di tornare ad essere delicate e dolci, sature e piatte, in una costante altalena che compone un universo caotico e informe.” ilgorgo.com/artisti/aris/
Comunicato stampa
“Aris inizia il suo percorso artistico all’inizio degli anni ’90, l’approccio è quello del graffiti-writing scegliendo supporti come muri e treni, con la consapevolezza di doversi adattare ad ogni tipo di imprevisto. Sviluppa subito un suo particolare stile di lettering che abbandona presto spostandosi sullo studio di elementi figurativi molto vicini all’astrazione, cerca un segno e dei contenuti molto personali portando la sua sperimentazione a diventare un punto di riferimento e svolta nell’ambito del graffiti-writing italiano.
Nella sua sperimentazione i supporti ed i luoghi hanno un ruolo fondamentale, spazi residuali ed abbandonati, spesso periferici, lo portano a sviluppare una tecnica e stile adatti ad un esecuzione veloce e in cui l’improvvisazione ha spesso un ruolo fondamentale. Il materiale stesso con cui realizza la maggior parte dei suoi lavori ha un valore simbolico, la tempera, la stessa che spesso è utilizzata per coprire queste superfici, diviene in questo caso la sostanza da cui nascono nuove forme.
In “Urban Layers” sono presentati una serie di lavori su carta e su tela in cui l’analisi è diretta alla stratificazione urbana; la città ed il territorio si sviluppano sui residui della storia recente, il paesaggio muta osservando la stratificazione dei centri abitati, il layering composto da segni realizzati a spray, marker, pennello o direttamente graffiati sulle superfici verticali acquista sempre più informazioni e ne sottolinea la mutabilità.
In parallelo la storia del graffiti-writing, della street art e dell’arte contemporanea urbana, ma anche di molte altre correnti di segni spontanei presenti sulle superfici urbane, incomincia ad avere una certa consistenza temporale e a stimolarne la documentazione fino al punto di far scaturire discussioni sulla loro conservazione.
Alla luce di queste considerazioni Aris presenta e sviluppa un lavoro non sistematico, un insieme d’indizi e tracce di questi passaggi effimeri e spesso criptici ma con una narrazione piena di significati.
La sua linea rimane la stessa, lo sviluppo di forme piatte astratte che costruiscono figure di corpi ed agglomerati degli stessi, la costante nella sua ricerca che in questo caso su tela porta ad un’innovazione, lo sfondo si stacca degli elementi figurativi. Questo sfondo è costruito da un insieme caotico d’interventi a simboleggiare i residui dei passaggi sui muri, stampe, pitture sovrapposte e incastrate fino ad arrivare alla saturazione, un punto in cui non si possono aggiungere altre storie ma è necessario cancellare, ripulire, riportare a zero, lasciando però traccia dei passaggi precedenti. Da qui il nuovo livello di “buff” (l’azione di ricoprire a scopo di pulitura) fa nascere la nuova figura, proprio come sui muri e sui veicoli della città dove le nuove storie si sovrappongono alle vecchie producendo una sorta di archivio storico non pianificato, possibili oggetti di una nuova forma di studio dell’archeologia urbana.
Sulla carta il processo è più simile a quello delle sue opere degli ultimi anni, manca il passaggio del “buffer”, strati che creano livelli quasi mimetici, fino al tono su tono rilevato solamente dalla variazione del materiale nei lavori neri. Su entrambi i supporti, la tecnica è mista vicina alla grafica e alla pittura sovrapponendo layer di serigrafia, disegno, ritaglio e pittura.
Biografia
Aris inizia la sua attività nel 1993, dipingendo su treni e muri.
Sviluppa uno stile personale di lettering da cui si allontana progressivamente cercando la sua figura che in seguito si trasforma in un cumulo di sagome e di forme. Nei suoi esperimenti e ricerche di stile, il supporto (treno, muro, lamiera o altro) e lo spazio in cui esso vive assumono grande rilevanza: pertanto, il viaggio e la necessità di esplorare diventano parti fondamentali del lavoro, portandolo a dipingere in varie nazioni, Spagna, Germania, Polonia, Russia. Ha realizzato diversi interventi su muri di spazi pubblici non tradizionalmente votati all’arte. Lavora principalmente in posti abbandonati e periferici utilizzando la tempera, materiale di forte valenza simbolica: le immagini che abitano le nuove superfici sono create con la stessa sostanza che di solito si usa per ricoprirle. Ambientazioni lunari e mondi dimenticati sono i temi preferiti delle sue opere.
Principali mostre ed eventi
Negli ultimi anni partecipa a varie mostre e progetti tra cui: Borgo Universo, Aielli, AQ, IT, 2017; Endless, Magma Gallery, Bologna, IT, 2017; Aber Du siehst mich nicht / Unorte & Umwege, MVD, a cura di R.Kaltenhäusen e Katja Glaser, Herne, DE, 2017; B-Wall, Dynamo, a cura di F.Naldi e C.Musso, Bologna, IT, 2017; Visione Periferica, a cura di A.Perazza, Giulianova, TE, IT, 2016; Local Art Walls, a cura di I.Guerrini, Certaldo, FI, IT, 2016; AltroveFestival, Catanzaro, IT, 2016; Graphic Surgery / Uitgever Stickit, Apeldoorn, GE, NL, 2016; BWNC, Dresden, DE, 2016; Bundeskunsthall of Fame, a cura di A.Gretzki, R.Kaltenhäuser, Bundeskunsthalle, Bonn, DE, 2015; N.W.O.2, A cura di G.Bartocci, Spazio 20092, Cinisello Balsamo, MI, IT, 2015; Antimurals, a cura di J.Besser, Magdeburg, DE, 2015; La Macchia Umana, Studio D’Ars, a cura di A.Ioale, Milano, IT, 2015; Borgo Vecchio Factory, Palermo, IT, 2015; From Street to Art, a cura di S.Pallotta, IIC, NY, US, 2014; Indoor Outdoor, SMS, Pisa, IT, 2014; Sketchmate, Officine Corsare, Torino, IT; Vedo a Colori, a cura di G.Vesprini, Civitanova Marche, IT, 2014; Icone 5.9, a cura di P.Rivasi, Modena, IT, 2013; City Bilder, a cura di J.Besser, Dresda, DE, 2012; Piknik festival, Esztergom, HU; Scala Mercalli, a cura di G.Marziani, Roma, IT; Street Art, Sweet Art, a cura di A.Riva, PAC, Milano, IT. (www.aix-pb.com)
A cura de “Il Cerchio E Le Gocce”
Testo di Riccardo Lanfranco
Per la mostra personale allo spazio Docks 74 “Urban Layers”, dell’artista toscano Aris, avanguardia del post-graffitismo in Italia. Il Cerchio e le Gocce ilcerchioelegocce.com



















